URANIA 1 (originale)  VS. URANIA 1 (ristampa anastatica)

parte prima - LA SFIDA DELLA VERITÀ!

SOMMARIO

Il Custode scende in campo per sanare uno stato di disinformazione generale. Espone tutta una serie di indizi, argomentazioni logiche, prove verificabili ed infine accerta delle differenze fra UOR e UAN. Conclude il saggio illustrando due test facili e sicuri per capire se l'Urania 1 sotto esame sia originale o anastatico. Nelle appendici incontrerà uno strano personaggio, mostrerà un terzo test ed accadranno delle sorprese.

DOWNLOAD (word.zip)   rev.6 - 09.11.2008

09.11.2008 - WARNING! Alla luce di informazioni nuove che il Custode esporrà nella terza puntata, alcune conclusioni del presente articolo sono inesatte o incomplete. Aggiunte note esplicative color porpora

20.10.2008 - ATTENZIONE! La Tabella 1 dei due TEST PRATICI è da ritenersi SUPERATA!

Essa verrà rimpiazzata da una tabella aggiornata nella TERZA PUNTATA (in preparazione)


1.

 UOR contro UAN

2.

 Considerazioni preliminari

3.

 Indagine sulle differenze accertabili

4.

 Tre differenze importanti

5.

 Conclusioni: Indizi e differenze accertate

6.

 Due test pratici da eseguire sul nostro Urania 1

7.

 Colpo di scena e terzo test

8.

 Appendice. L'avvocato del diavolo non demorde

9.

 La soluzione finale



1. UOR contro UAN


"Tutti sanno" che nel 1982 Mondadori decise di festeggiare il trentennale della Collana creata da Monicelli con l'emissione di un esemplare speciale, riservato agli abbonati: la copia anastatica del Numero Uno, Le Sabbie di Marte.

Fino a questo momento, mi risulta che la Casa abbia ufficialmente ristampato solo il primo numero di Urania.

Ecco una foto dei miei due esemplari.

Di seguito chiamerò UOR il Numero 1 originale del 1952 e UAN la sua ristampa anastatica.

UAN (Ura 1 ristampa ANastatica) e UOR (Ura 1 ORiginale) del Custode

 

Che cos'è una copia anastatica? La definizione è: edizione di un testo antico (o un'opera) fuori commercio, ottenuta attraverso la riproduzione fotolitografica dello stampato originale.

In pratica si tratta di una riproduzione di tipo fotografico, apparentemente identica, fatto salvo l’impiego di nuovi materiali e nuove tecnologie editoriali.

Secondo qualche collezionista, UAN è molto raro "data la bassa tiratura, addirittura inferiore a quella dell'originale". Può darsi; non ho dati sulle due tirature. Mi limito per ora a tre osservazioni.

1. A mio avviso ogni collezione che si rispetti deve includere UAN, quale elemento di di testimonianza storico-celebrativa.

2. Finora ho visto gli UAN quotare (quando sono stati dichiarati tali) prezzi pari a circa un quarto - un quinto degli UOR. Questo rapporto potrebbe cambiare, in futuro.

3. Data la generale disinformazione, sono certamente passati di mano molti UAN al posto (e al prezzo...) di un UOR.

 

Inesperti acquirenti, consolatevi! Non avete subìto un danno molto grave; in fondo, UAN non ha assolutamente valore trascurabile di per sé. Questo non vuol dire, però, che dev'essere pagato quanto un UOR!

 

Ma insomma: come distinguere un UOR da un UAN?

Su quest'argomento si vocifera in modo vago e confuso. Molti appassionati mi hanno interpellato, e nell'affrontare il problema e dare consigli, ho anche notato che sono state dette cose inesatte, vaghe e incomplete anche da parte di autorevoli collezionisti.

Se poi consideriamo l'effettiva non banalità del tema, l'inesperienza di molti giovani cercatori di Urania (alcuni dei quali neanche sapevano dell'anastatica!)... il risultato è che ha preso piede il mito di una presunta indistinguibilità fra UOR e UAN. E tale stato di cose può anche aver anche fatto comodo a qualche venditore. Dal canto suo, chi sa, tace.

Ho condotto un po' di indagini anch'io  ;-)

 

Esporrò in questo primo articolo una serie di argomentazioni logiche e di fatti sperimentali riscontrabili da tutti. Mi propongo di eliminare lo stato di diffusa disinformazione in merito alla coppia di Urania 1.

 




 

2. UOR vs. UAN  -  CONSIDERAZIONI PRELIMINARI

 

 

Cominciamo col dire che UOR e UAN sono apparentemente uguali. senza differenze macroscopiche, pagine in più o in meno, diciture "copia anastatica", avvertimenti, timbrature, didascalie ecc. Alla Mondadori hanno fatto le cose per bene.

 

Per bene sì, compatibilmente con materiali e tecnologie del momento. È questa la mia chiave d’indagine.

 

Si può subito pensare che, essendo di trent’anni più giovani, gli UAN sono mediamente in condizioni meno usurate rispetto agli UOR.

È lecito supporlo. Ma le grandezze statistiche non danno certezze individuali. Pertanto, questo è un dato inutilizzabile. Ad esempio, io ho un UOR eccellente, diciamo lem 6 (su 7), e un UAN non all'altezza (lem 4.5 su 7) a causa di lieve usura e molteplici piccole abrasioni (puntinature visibilissime perfino dalla foto precedente).

L'usura non è indizio di nulla. Tutto può essere danneggiato, sporcato, macchiato, consunto, patinato sia dopo 30 che dopo 50 anni.


Una seconda considerazione pratica risulta invece utile. Se volessimo acquistare un UOR, e il nostro venditore esponesse
tutta la sequenza degli Urania (o parte significativa di essa) proseguendo magari col Clandestino dell’Astronave (Ura 2), L’Orrenda Invasione (Ura 3) e via di seguito, ciò deporrebbe certamente a favore della probabile autenticità del suo “Numero 1”. Anche stavolta però, l'informazione non costituisce prova, ma solo "buon indizio".

 

Se poi ci capitasse un venditore che espone soltanto un Numero Uno, magari dichiarato in eccellenti condizioni… questo è indizio poco favorevole, ma pur sempre un semplice indizio.

 

Affrontiamo di petto il problema. Osserviamo per bene, per ora senza strumenti né analisi, questi due Urania e confrontiamoli, cercando di scoprire gli elementi di differenza.

Forse nessuno l’ha fatto finora con la dovuta attenzione. O se l'ha fatto, non ha divulgato i suoi risultati.

 

A scanso di ogni equivoco, e per farvi comprendere il mio atteggiamento mentale, vi racconto una storiella.

 

Un fisico, un matematico e un professore di filosofia partono per le vacanze con la Transiberiana.

Giunti in Russia, ad un certo punto vedono dal finestrino una pecora nera che bruca.

Il fisico dice:

“Strano, in Russia le pecore sono nere!

Subito il matematico lo corregge:

“Non puoi affermare questo. Sulle pecore russe è corretto dire che almeno una è nera!

A questo punto il professore sorride, e interviene:

“Vi sbagliate. L’unica cosa che possiamo affermare sulle pecore in Russia è che almeno una ci appare per metà nera!


Ecco la mia parabola, dalla quale traggo una liberatoria (o disclaimer).  Osserverò le mie copie e vi dirò che cos’ho trovato di diverso fra di esse. Se poi sceglierete di estendere queste osservazioni ad altri Urania 1 sotto esame… padronissimi di farlo, ma questa è vostra responsabilità, ed esclusivamente vostra.

 

In altre parole, quella che esporrò - mi suggerisce il professore - è l'indagine sulle differenze accertabili fra i miei due esemplari di UOR e UAN.





3. INDAGINE sulle DIFFERENZE ACCERTABILI

 

Iniziamo dalla carta. Beh, parrebbe la stessa. Che alla Mondadori possano aver usato lo stesso tipo di carta (e di cartoncino per la copertina) è cosa anche plausibile. C'è da dire che quando sono osservate alla luce del diretta del Sole, le carte assumono una differente tonalità... ad ogni modo scarto a priori l'idea di ricorrere, per caratterizzare la carta Urania, ad impressioni sensoriali generiche (guardare, toccare, annusare, ingrandire) mentre rimando quella di analizzare in modo chimico-fisico.

 

Gli inchiostri? Certo, può darsi che gli inchiostri in copertina o di stampa parlino, e dicano la verità (la tecnologia degli inchiostri ha fatto passi da gigante, in trent’anni)... ma se li ascoltiamo, ci diranno “portateci direttamente in laboratorio chimico!”… quindi, soprassediamo anche per loro.

 

Copertina. Possiamo utilizzare le tonalità apparenti dei colori? Beh effettivamente i colori dell'originale appaiono meno saturi, più smorti.

In UOR lo sfondo giallo sottostante a "Le Sabbie di Marte" mi sembra giallo-arancio, il nero sottostante a "I Romanzi di Urania" mi pare grigio scuro-antracite.

Nel caso di UAN il giallo lo giudico giallo citrino, il nero assomiglia a nero lucido da scarpe.

Il cielo stellato di Caesar sembra tendere al bruno nerastro nel caso dell'originale, e al blu-azzurro nell'anastatica.

Ma possiamo fidarci, di una valutazione comparativa fra alcuni colori? E se fossimo daltonici?

Questi sono tutti, soltanto indizi.

Esaminiamo la copertina dei due volumi alla luce radente di una normale lampadina: basta inclinarli e osservarli posizionando l'occhio all’angolo giusto rispetto alla luce. Vediamo che essi hanno un "diverso" potere riflettente.

UOR "riflette poco", mentre UAN sembra coperto da una patinatura lucida che "riflette di più". Lo stesso avviene sul retro.

 

Uhmmm… non ci siamo, non ci basta. Carta dai colori differenti...  a parte il daltonismo, conosciamo tutti parecchi casi dello stesso numero di Urania con colori in copertina anche sensibilmente diversi; ne abbiamo visti anche con carta interna a strati di diverso colore, a mo' di compensato; e abbiamo tutti trovato perfino esemplari con numero uguale e spessore differente!

 

Chi ci garantisce che le differenze di colori e aspetto si tengano costanti, e non possano aumentare o diminuire prendendo in mano un gemello di UOR e confrontandolo con un altro gemello di UAN?

 

Quanto alla riflettività (o all'albedo, direbbero i fisici) dovuta alla patinatura, beh è suggestivo sì, ma come quantificare questo concetto senza alcun dubbio e senza ricorrere a misure ottiche?

Se poi pensiamo a certi Cosmo Argento Nord con sovraccopertina bella patinata ed altri, con lo stesso numero, con sovraccopertina opacissima… che si tratti di differenti lotti di carta? Di differenti tipografie? Di copie caserecce? Di decennali patine di sporcizia?

E così, il dubbio, cacciato dalla finestra, rientra dalla porta: è impossibile che questi criteri siano oggettivi e rigorosi.

 

Esaminiamo allora la costa. Le scritte dei due libri sono identiche, compreso il refuso "Clark” al posto di “Clarke”. Il bianco dell’UAN è più chiaro, meno scurito dal tempo, meno sporco. La scritta del titolo del mio UAN è addirittura traslata rispetto agli spigoli... un difetto di stampa, forse ballerino.

E con ciò? Valgono le stesse argomentazioni di sopra: indizi, solo indizi anche qui.

 

la costa (o costola) dei due Urania 1 del Custode

 

 

E poi, tutti questi sono sempre esami comparativi. Qui tratta di discernere fra due possibilità (UOR oppure UAN) al di là di ogni legittimo dubbio avendo per giunta sotto mano... in genere un solo Urania 1. Ecco il problema nel problema:

 

Se si dispone di un solo Urania 1 da esaminare, che cosa si deve fare?

 

Abbiamo dunque bisogno di almeno un TEST sicuro.

Che vuol dire? Che esso dovrà basarsi su differenze immediatamente riconoscibili, e senza il minimo equivoco. Se ci fosse una disputa economica fra un venditore e un acquirente, sarebbero in ballo degli euro!

Avete mai provato a convincere un venditore, magari per telefono, che forse il suo Numero 1 non è originale? Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

E quindi, non ci siamo ancora. Vogliamo prove certe, evidenti, assolute e non comparative. Non ci bastano semplici indizi, non ci servono opinioni né pareri soggettivi; e per carità, niente laboratori...

Vogliamo anzi un test efficace, semplice, rapido, dall'esito incontestabile.

 

Impossibile? Vedremo...

 

Osserviamo ancora la costa, o meglio i due spigoli corti della costa.

Per quanto ben intenzionati, i tecnici Mondadori vivevano nel loro tempo; e questo tempo non era il 1952, ma era il 1982 (ma non l’ho già sentita da qualche parte, una frase simile?)

 

1982: trent’anni dopo. Beh, forse possiamo cogliere in castagna i nostri uomini. Materiali e tecnologie mutano inevitabilmente, al trascorrere degli anni. Con tutta la buona volontà… la carta forse l’avranno pure trovata, ma il resto dei materiali e delle tecnologie non potevano essere rimasti tutti gli stessi! Sugli inchiostri abbiamo già sorvolato.

E la colla di rilegatura?

Osserviamo dunque come “vengono su” le singole pagine dalla costa, ovvero come nascono dalla base.

Sui due spigoli minori del mio UOR non si vede residuo o sbavatura, di colla. Su quelli di UAN, sì.

 

Spigoli superiori di Urania 922 (1982), Ura 1 anastatica e Ura 1 originale

 

 

Ciò potrebbe essere dovuto al diverso tipo di colla. A volte, sotto le coste degli Urania antichi malridotti, si vedono i residui di quella che una volta era certamente colla, ma adesso è vetrificata, di un color rosso mattone, a granuli, che non mantiene più nulla. Una colla invecchiata che può assomigliare all’ambra tritata, o a quella pece (colofonia) che si usa per strofinare gli archetti dei violini. Eccone un esempio.

 

 

 

esempio di colla vetrificata su Urania anni Cinquanta

 

 

 

Prendiamo invece un Urania qualunque del 1982… (ad es. il 922 della foto di prima). Qui la colla pare differente, da quella anni Cinquanta. È come se fosse omogenea, gommosa, un po' come la colla a caldo che si dà con la pistola. E di certo fa il suo mestiere: trattiene meglio le pagine. Una vocina ci dice che la colla "anni Ottanta" assomiglia a "quella UAN". Anche lì le pagine sono legate bene...

 

Assomiglia! Ma intanto la colla del nostro UOR non si vede, e non si possono fare confronti. E poi, se anche li facessimo, chi ci garantisce qualunque tipo di conclusione? E chi ci dice che nel produrre una sequenza di volumi di Urania, il processo d’incollaggio fosse stato così regolare da dosare esattamente la colla ogni volta? E se in altri UAN la colla non si vedesse?  E se in altri UOR invece si vedesse?

Si sa, le macchine man mano che marciano spostano le loro centrature e una serie di Urania prodotti da un’ora all’altra nella stessa tipografia potrebbe in qualche modo variare. Abbiamo visto un sacco di volte degli Urania di pari numero chi ben rilegato, chi mal rilegato, chi con strane rughe da piegatura, chi mal rifilato, chi con sbavature o colature di colla…

 

Insomma, anche se effettuassimo confronti sul tipo di colla visibile avremmo, come al solito, altri indizi non conclusivi.

A meno di non asportarne un poco, e portarla in qualche laboratorio...

Niente da fare.

 

Esauriti i materiali (carta inchiostri, colle) vediamo se la voce tecnologia di rilegatura ci può aiutare.

Osserviamo la rifilatura.

 

faccia parallela alla costa di UAN e UOR; è visibile l'ondulazione su UOR dovuta ai cinque quinterni ripiegati.

 

 

Esaminiamo UOR sulla faccia parallela alla costa: la carta appare ondulata. Il cartoncino di copertina, inoltre, non termina a filo con la carta delle pagine, ma sporge di circa un millimetro.

Invece UAN, sulla stessa faccia, appare liscio, tranciato di netto; copertina e carta sono allineate perfettamente.

Forse che nel 1952 le taglierine non tagliavano? Naturalmente no; andiamo avanti.

 

Osserviamo la facce d’appoggio dei volumi (quelle che toccano il ripiano della libreria, quando i volumi stanno in piedi).

 

Notiamo subito una cosa: che UOR è formato da fascicoli di fogli (ovvero mazzetti di fogli sovrapposti) ripiegati a formare gruppi separati di pagine, tenuti assieme in qualche modo (la colla, tutto sommato, deve esserci, al di sotto della costa)

 

 

faccia d'appoggio inferiore di UOR, UAN e Ura 922. Su UOR sono ben visibili i 5 quinterni di 8 fogli ripiegati.

 

 

Ecco perché la faccia parallela alla costa di UOR ha ondulazioni verticali: la colpa è dei fascicoli piegati. L'orlo dei fogli interni sporge sempre un po’ di più, a causa dello spessore stesso della carta.

 

E quanti sono i fascicoli? Riguardiamo bene l'originale, e contiamoli. Con un po' di pazienza se ne possono individuare cinque.

Ora, ciascun fascicolo è formato da 8 fogli ripiegati; ogni foglio ha due facciate, ma quando è piegato in due genera quattro pagine da numerare. Pertanto un UOR è formato da 5 fascicoli da 32 pagine ciascuno, per un totale di 160 pagine. E infatti l'indice arriva esattamente a 160. Tutto quadra.

 

Un fascicolo da 32 pagine è chiamato, in gergo editoriale, trentaduesimo (mentre un fascicolo da 16 pagine si chiama sedicesimo). Possiamo anche dire che questo UOR è formato da 5 trentaduesimi.
E se invece guardiamo UAN? Da una foto precedente abbiamo visto che non c’è traccia di ondulazione esterna; e
da questa qui sopra... non si capisce bene neanche dove siano, questi cinque fascicoli; se pure ci sono. E ci devono essere, no? È molto strano. (questa affermazione sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3)

 

Che cosa possiamo concludere? Che abbiamo sgamato il numero anastatico per la presenza della buona rifilatura?

No. Esistono molti altri Urania antichi con fascicolatura ben visibile, ma nel contempo rifilati come mattoncini Lego.

 

Possiamo affermare che in UAN non vediamo fascicoli, e quindi esso non è costituito da fascicoli?

No. Se una cosa non si vede, non è detto che non esista, direbbe il prof. Ed io vi anticipo che i mazzetti di fogli ci sono, (questa affermazione sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3) ma che li individueremo per altra via.

 

Non possiamo concludere ancora nulla.

 

Ma...

Ripensiamo a un fascicolo da 32 pagine (o trentaduesimo). La colla tiene unito il foglio esterno di ciascun mazzo da 8 fogli alla costa; ma cos'è che tiene uniti i sette fogli interni al primo? E se questo qualcosa fosse visibile?

 

Riandiamo sul nostro UOR, e cerchiamo bene il "punto di mezzo" dei fascicoli. Il primo punto cadrà, logicamente, fra pagina 16 e 17. Apriamo il libro fra queste due pagine e troviamo una serie di sottili fili verticali di cucitura che attraversano la carta per 4 volte e tengono assieme gli otto i fogli del primo trentaduesimo.

 

una delle quattro cuciture verticali presenti su UOR fra pag 16-17

 

 

Naturalmente la cosa si ripete. Troviamo infatti gli stessi fili in tutto per cinque volte, cioè anche fra pagina 48-49 (guarda caso 32 pagine appresso), fra 80-81; 112-113; 144-145.

 

Bene. E sul nostro UAN? Apriamolo alle stesse pagine, e controlliamo. Dovremmo trovare gli stessi fili, no? Altrimenti...

Altrimenti... ehi, non si vedono fili.

Aumentiamo ancora l’angolo d'apertura... dai 90 gradi (sufficienti per UOR) passiamo a 120 gradi… 150… stiamo quasi per raggiungere l'angolo piatto… le pagine tengono benissimo...  no, basta! Io non forzo maggiormente. Di coraggio non ne ho più; se apro ancora mi si spacca il libro!

Eppure, in mezzo alle pagine previste non si vede ancora ombra di filo. I fogli tengono veramente bene... e non si capisce neanche se queste cinque coppie di pagine siano centri di fascicolo anche in UAN. Ma nel 1982 non "avevano fatto tutto allo stesso modo"?

 

Ci poniamo speranzosi la domanda: "abbiamo dunque riscontrato una prima differenza certa fra questo UOR e UAN... Il filo di cucitura presente solo in UOR?"

 

Non mi pare. Quella del filo non la definirei una prova del tutto rigorosa.

Chi ci garantisce che il filo sia presente solo in UOR? E se il filo ci fosse pure nell'UAN, ma se ne stesse lì, invisibile e annegato nella colla 1982, bella abbondante? Possibile che un collezionista, per cercare il filo, sia costretto a rischiare di spaccare il suo Urania? D'altra parte, se non lo aprisse resterebbe privo di certezza, il che è proprio ciò che richiediamo al test.

A questo punto la presenza del filo è senz'altro un forte indizio a favore di UOR... ma non è una prova inattaccabile. (questa affermazione sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3)

 

Possibile che non esista un modo più agevole ed immediato per capire con quale Urania abbiamo a che fare?

 


 

4. TRE DIFFERENZE IMPORTANTI

 

Adesso però, abbiamo mangiato la foglia. Esaminiamo con attenzione tutti e cinque i trentaduesimi che compongono UOR.

Mentre li esaminiamo, sorge una questione. Come facevano i tipografi, con tutti quei fascicoli in giro, a lavorare? Magari avevano bisogno di annotarsi i numeri progressivi dei fascicoli da montare in sequenza... un po' come i bancari, che scrivono l'ammontare totale dei mazzetti di banconote a penna, sui soldi stessi.

 

Apriamo daccapo UOR a pag. 33. È la prima pagina del secondo trentaduesimo (che va da pag 33 a 64). E che cosa vediamo? In basso a destra c'è il numero d'indice "33", ma in basso a sinistra c'è l'indicazione tipografica di servizio che si tratta del secondo. Essa è rappresentata da un piccolissimo "2." ovvero un due con un punto. In gergo si chiama segnatura.

 

 

il piccolo '2.' a pag.33 di UOR è la cifra di controllo ad uso tipografico del SECONDO quinterno

 

 

 

E chi se n'era mai accorto? Sulla prima pagina del primo mazzetto quei birbanti non scrivono mai niente. Infatti lì c'è già il frontespizio col titolo del romanzo, e non c'è bisogno di segnalare che quello è il primo! Ma a volume iniziato, per lavorare magari in fretta, e impilare tutti quei gruppi di fogli piegati "tutti uguali alla prima occhiata"... forse il numeretto per la segnatura è indispensabile.

Andiamo dunque a vedere che cosa c'è scritto sulla stessa pagina di UAN; naturalmente dovrebbe esserci anche qui il due col puntino.

Apriamo l'anastatica a pag. 33.

Certo che il nostro UAN è rilegato in maniere davvero più resistente: i fogli sono attaccati benissimo alla costa e non si aprono facilmente come nell'originale... EHI, UN MOMENTO!

 

 

il piccolo '3.' a pag.33 di UAN è la cifra di controllo ad uso tipografico del TERZO quinterno

 

 

Qui a pagina 33 nella stessa posizione non c'è un due. C'è un tre!

Hanno stampato un numero differente sulla stessa pagina!

 

Abbiamo trovato LA PRIMA DIFFERENZA CERTA, indipendente dall'osservatore, riscontrabile su un solo numero e che senz'altro funziona come vera prova.

 

Qual è il significato di questa differente segnatura? Che anche i tecnici del 1982 hanno rilegato l'Urania in fascicoli, ma che questo è il terzo, e non il secondo. Evidentemente hanno dovuto (o voluto) usare mazzetti composti da minor numero di fogli.

(questa affermazione sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3)

Ma allora... questa stessa prova DEVE ripetersi per tutti i fascicoli!

 

Vogliamo verificare? Andiamo 32 pagine più in là e vediamo che succede...

Ebbene, a pagina 65 di UOR in basso a sinistra troviamo "3." (giusto, qui comincia il suo terzo fascicolo).

E invece... a pagina 65 di UAN troviamo un bel "5." (sull'anastatica comincia invece il quinto!)

La differenza è confermata!

 

a pag.65 di UOR comincia il terzo quinterno, mentre su UAN comincia il quinto

 

Per giunta, adesso abbiamo una nuova, preziosa informazione: i fascicoli di UAN sono più piccoli. Se infatti dopo trentadue pagine ne saltiamo due, vuol dire che essi sono sono costituiti da metà dei fogli di UOR. Quindi non da 8 fogli, ma da 4.

(questa affermazione sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3)

 

Controprova: dato che 4 fogli generano 16 pagine, spostiamoci su UAN saltando di 16 pagine per volta... non dovremmo trovare tutti gli altri numeretti?

Ed eccoli infatti, tutti stampati su pagine differenti da quelle di UOR!

A pagina 17 troviamo infatti il "2.", a pag 49 il "4." e così via, sempre col puntino, mentre su UOR alle stesse pagine non c'è alcun numeretto.

 

a pag. 17 (in basso a sin): UAN porta un '2.' mentre UOR non porta nulla

 

 

Adesso è tutto chiarissimo: Questo UOR è formato da 5 fascicoli di 32 pagine (ovvero 5 trentaduesimi) mentre UAN è totalmente diverso: 10 mazzetti da 16 pagine (dieci sedicesimi)! (questa affermazione sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3)

 

Questa è LA SECONDA DIFFERENZA CERTA fra Questo UOR e UAN.

 

Essa tuttavia non è immediatamente riscontrabile (UAN rifiuta di farsi aprire per bene a causa della colla forte) ma deriva come corollario della presenza delle segnature.

Solo adesso siamo sicuri del numero di fascicoli di UAN. Vi ricordate? Non si vedevano bene né guardando dall'esterno, a causa della rifilatura; né dall'interno, a causa della presa forte della colla. Avevo detto che e li avremmo desunti in un altro modo... ecco qua: ce lo son venuti a dire i tipografi stessi del 1982, con la loro segnatura.

(questa affermazione sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3)

 

Facciamo il punto. Finora abbiamo accertato due differenze fra Questo UOR e UAN:

1. il differente numero di fascicoli;

2. la differente numerazione di servizio dei fascicoli (o segnatura).

 

Non temete, riassumerò tutto in una prima tabella riassuntiva, a fine articolo.

 

Ma adesso proseguiamo le indagini. Seguitemi, perché si apre un'altra pista.

 

Vediamo la numerazione delle pagine. "Ma è una pista cieca", dirà qualcuno; "siamo di fronte ad una copia anastatica, e per definizione..."

Attenti! Forse è per questa assunzione errata che nessuno è andato mai a guardare quello che adesso andremo a vedere noi!

"Assunzione errata? E perché?" - dirà qualcun altro.

Ma come! Abbiamo appena trovato UNA serie  di differenze visibili fra UOR e UAN; abbiamo appena visto che i tipografi 1982 hanno stampato numeretti di servizio differenti!

 

Ma il  professore ci corregge: "...di differenze visibili ce n'è ALMENO una serie!"

Ha ragione. A questo punto, perché non dovrebbero esserci diversità di altro tipo?

Visto che ci siamo, guardiamo nella parte bassa di ogni pagina, a destra anziché a sinistra. Ci aspettiamo l'identica numerazione da 1 a 160...

 

Ehi, altro che identica! Hanno impiegato due font completamente diversi!

 

 

tra i font di tutte le cifre d'indice dei due Urania 1 c'è una netta differenza; es. pag '65'.

 

 

Ebbene sì! Nella parte sinistra in basso, ogni tanto s'incontra una segnatura diversa; nella parte destra in basso, i numeri d'indice sono sempre in carattere differente.

È una seconda serie di differenze riscontrabili, per giunta molto più numerosa della prima: più di centocinquanta casi singoli!

 

Voi supponevate che "nella riproduzione anastatica di Urania 1 ogni pagina appare identica".

E invece vi correggo così (ho appreso bene la lezione di logica):

"nella riproduzione anastatica di Urania 1 ogni pagina appare identica almeno in un'area di cm 19x14".

Vi ricordo che gli Urania misurano cm 20x14...

In altre parole, i due Urania sembrano uguali per diciannove centimetri su venti di altezza.

 

Ecco una possibile spiegazione. (questa spiegazione sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3)

 

I tecnici 1982 avevano necessità di stampare loro stessi la segnatura in basso a sinistra su 9 pagine per l'inizio dei loro 10 fascicoli (non sul primo). Dunque sono stati costretti a tagliare, al momento di riprodurre, un'intera striscia alta circa un centimetro a partire dall'orlo inferiore, perdendo anche la numerazione originale.

Ubi maior, minor cessat: era indispensabile stampare altri 9 numeri di fascicolo, e la numerazione originale è stata sacrificata.

Di conseguenza hanno dovuto stampare il numero d'indice in un momento differente da quello della "foto anastatica". Hanno rimediato a mano, diciamo così.

Hanno fatto del loro meglio, e ci sono quasi riusciti; ma sta di fatto che i caratteri dei numeri d'indice non sono gli stessi.

 

Anche qui, chi ci pensava?

Davamo per scontato che le pagine intere apparissero identiche, poi si è rotto il tabù mentale a causa del numeretto di servizio e ci siamo tolti i paraocchi.

Ecco trovata dunque LA TERZA DIFFERENZA CERTA fra UOR e UAN. Anch'essa è riscontrabile dopo un esame attento dei font di numerazione.

Anche in questo caso vi mostrerò tutte le cifre adoperate in una seconda tabella riassuntiva.

 

A questo punto controlliamo per completezza (non si sa mai...) tutte le pagine, una per una, e riscontriamo ulteriori differenze minori!

 

La principale è che il mio UAN non porta la numerazione a pagina 21 e 33.

E pensare che, mentre cercavo il filo su UAN avevo avuto questa differenza sotto il naso, senza notarla!

 

nel mio UAN mancano le cifre di pag.21, mentre nel mio UOR ci sono

 

In questo momento, però, non mi sento di affermare che questa assenza dei due numeri "21" e "33" si mantenga per tutti gli UAN. Potrebbe essere dovuta a momentanei malfunzionamenti delle macchine tipografiche.

Quindi, per ora le attribuisco solo l'etichetta di indizio.

Se in futuro molti di voi mi confermassero che anche nei loro UAN i numeri 21 e 33 mancano, ci ripenserò.

(questa affermazione sarà integrata da fatti nuovi nella terza parte 3)

 

Idem per altre differenze minori, come certe cifre ballerine, ed altre minuzie.

 

 

il '113 ballerino'. In UOR è stampato col 3 troppo distanziato, in UAN no

 

 

Un'altra curiosità: il filo per cucire i mazzetti l'hanno usato o no, su UAN? In caso negativo, questa sarebbe la quarta differenza accertata, pure da aggiungere in elenco...

Ho sfasciato a puntino l'Urania 922 della foto (datato luglio 1982, per vedere com'era una rilegatura coeva) e non c'è ombra di filo.

Questo è l'indizio n. 1: nel 1982 non si usavano i fili.  Indizio buono.

 

Ho però osservato per bene altri due Urania antichi: il numero 2 e il numero 8 (entrambi ahimé già spaccati, ma proprio per questo adattissimi alla bisogna; non tutto il male viene per nuocere). Ebbene, essi sono formati esattamente da 10 sedicesimi che hanno gli stesse segnature di UAN, e non hanno filo. I fogli dei mazzetti piegati sono invece tenuti assieme da una serie di piccoli fori punzonati passanti, vicinisimi alla piegatura centrale, e riempiti di colla.

E qui abbiamo altri due indizi, che chiamo 2 e 3.

 

L'indizio 2 è buono: esistono altri Urania a 10 fascicoli e senza filo; ma...

L'indizio 3 è pessimo: la "regola" che gli Urania antichi sono col filo, e quelli moderni senza filo, non vale! La Mondadori ha rinunciato al filo addirittura dal numero successivo... Insomma questo indizio è talmente infausto che compensa abbondantemente i primi due.

E allora? Certo pare davvero improbabile che la Casa abbia rimesso in auge il filo solo per l'UAN, trent'anni dopo. Eppure... non dimentichiamo che UAN era un numero realizzato apposta...

 

Ecco la fine che si può fare a dar retta solo agli indizi... che non ci si capisce più una mazza!

Adesso capite meglio il motivo per cui mi sono imposto di cercare prove certe!   ^__^

 

Basta così. Per avere la certezza che UAN sia senza filo, devo sfasciare esattamente lui...

Facciamo in questo modo: sfasciate voi il vostro, e poi scrivetemi.

In attesa dell'informazione, per ora etichetto la presenza di fili visibili come pesante indizio a favore di UOR.

(queste affermazioni sul filo saranno integrate da fatti nuovi nella parte 3)

 

Infine vi mostro la parte inferiore destra di copertina di tre Urania 1 (due originali e una copia). Dato che questi spostamenti rientrano fra quelli ipotizzabili nell'arco della produzione di uno stesso numero di Urania, li riporto come semplici curiosità. Al momento non mi pronuncio (così come non mi sono pronunciato per la traslazione della scritta in costa, mostrata a inizio articolo).

Se la cosa dovesse avere riscontro generalizzato, le mie opinioni muterebbero.

 

 

il rettangolo nero in basso a destra su UAN è spostato più a destra. Un altro indizio?

 

Giunti a questo punto, la questione di individuare altre differenze fisiche accertate mi pareva poco rilevante.

 

Tuttavia, quando la prima versione dell'articolo era conclusa, mi ha scritto l'autorevole collezionista  Il Vegliante, il quale mi ha segnalato un'altra differenza fra UOR e UAN che a me non era sfuggita ma era parsa secondaria. La firma di Caesar in basso a sinistra in prima di copertina è leggermente diversa.

Pur essendo una differenza riscontrabile solo dopo meticolosa osservazione, essa è stata già verificata decine di volte da molti collezionisti della comunità di Uraniamania!

 

la firma di Caesar su UAN è 'ingrassata' rispetto a UOR

 

La firma di Caesar nella ristampa anastatica risulta di spessore maggiore, come se fosse stata "rinforzata". Addirittura alcuni occhielli finiscono con lo sparire (lettera "e" totalmente; lettere "a", "s" ed "r" parzialmente).

 

Per questo ringrazio il Vegliante e annovero la differenza fra quelle accertate.

 

In conclusione, abbiamo visto ciò che c'era da vedere, e toccato con mano delle vere prove. Siamo pronti per riassumere le conclusioni, e descrivere i test pratici.

(le conclusioni saranno integrata da fatti nuovi nella parte 3)

 




 

5. CONCLUSIONI: INDIZI E DIFFERENZE ACCERTATE

 

 

A. INDIZI favorevoli a UOR, quando visibili

 

1. Copertina, parte superiore: colori più smorti (nero antracite, giallo aranciato, bianco latte)

2. Se osservato a luce radente: "riflette poco";

3. Faccia parallela alla costa: visibili strie ondulate di cinque fascicoli da 32 pagine;

4. Fili di cucitura a pag. 17 - 49 - 81 - 115 - 145. (Indizio serio).

 

 

B. INDIZI favorevoli a UAN, quando visibili

 

1. Copertina, parte superiore: colori più vividi, “saturi” (nero-ebano, giallo citrino, bianco chiaro);

2. Se osservato a luce radente: "riflette";

3. Faccia parallela alla costa: ben rifilata;

5. Straterello di colla con forte tenuta meccanica sulle pagine.

6. Assenza di numerazione a pagina 21 e 33. (il significato di questa assenza sarà chiarito da fatti nuovi nella parte 3)

 

 

C. DIFFERENZE ACCERTATE

 

1. Questo UOR è formato da CINQUE TRENTADUESIMI, (cioè cinque fascicoli ciascuno dei quali fornisce 32 pagine numerate) per un totale di 160 pagine. I fogli sono legati da cuciture a metà fascicolo, a cadenza regolare di 32 pagine.

 

2. UAN è formato da DIECI SEDICESIMI (cioè dieci fascicoli ciascuno dei quali fornisce 16 pagine numerate) per un totale di 160 pagine. (questa affermazione sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3)

 

3. Entrambi gli Urania riportano in basso a sinistra, su alcune pagine dispari non consecutive, una piccola cifra di servizio tipografica (segnatura). Su quattro pagine corrispondenti la cifra è sempre differente; su altre cinque pagine la cifra è stampata solo su UAN, come riassunto in TABELLA 1.

 

4. Le cifre di numerazione ordinaria di ogni pagina di UAN sono stampate in font differente da quello di UOR, come mostrato in TABELLA 2.

 

5. La firma di Caesar in UAN è di spessore maggiore che in UOR; di conseguenza scompaiono sia l'occhiello arancione della "e" che, parzialmente, gli spazi interni delle lettere "a", "s" ed "r" come già mostrato.

 




 

6. DUE TEST PRATICI DA ESEGUIRE sul nostro Urania 1

 

 

Ecco due test pratici che propongo come Custode, per poter qualificare con certezza un Urania 1 come originale (UOR) o ristampa anastatica (UAN). (questa affermazione sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3)



TEST 1 - Aprire l'Urania 1 sotto esame alle nove pagine indicate in TABELLA 1 (prima colonna). Verificare presenza e tipo della piccola cifra in basso a sinistra (numero progressivo di fascicolo, o segnatura), secondo quanto indicato in seconda e terza colonna.

 

 

 


 

TEST 2 - Controllare con una lente d'ingrandimento le cifre di numerazione, in basso a destra di qualunque pagina del proprio Urania 1, e confrontarle con quelle di TABELLA 2.

(questa tabella resta valida ma sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3)

 

 

 

TABELLA 2

Font usati per la numerazione delle pagine dei due tipi di Urania.

by Il Custode    www.fantabancarella.com

UOR

UAN

 

le differenze sono più evidenti tra le cifre 3 - 5 - 6 - 9

 

 

 

Il test 1 è particolarmente semplice, perché è di tipo "c'è o non c'è" .

(questa affermazione sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3)

 



 

 

7. UOR vs UAN: COLPO DI SCENA

 

 

Scommetto che adesso ci sarà qualche bastian contrario incontentabile, che convocherà l'avvocato del diavolo.

 

Arriva un ometto dinoccolato e bilioso, che immediatamente mi attacca basandosi su considerazioni bizantine:

 

Il Custode non mi ha convinto. L'Urania 1 era il primo della collana. Dunque, la produzione era ancora in fase sperimentale. E se avessero cambiato modo di assemblare gli Urania non a partire dai numeri successivi (cosa di certo avvenuta, vedi filo abolito), ma durante la stessa produzione del numero 1?

In altre parole, nulla vieta che nel 1952 alla Mondadori abbiano prodotto sia qualche Numero 1 a cinque fascicoli che qualche Numero 1 a dieci, compresi numeretti e font diversi.

Come fa il Custode a dimostrare che non sia così?

(questa affermazione sarà approfondita nella parte 3)

 

"Nulla vieta"; ma ho in serbo una sorpresa per tutti. Un bel... COLPO DI SCENA!

 

Eh sì... non voglio proprio scontentare nessuno, ma intendo fugare proprio i dubbi bizzarri, polemici o irragionevoli. Adesso vi darò un TERZO, attendibile e soprattutto FACILE TEST, questa volta proprio di tipo chimico-fisico.

 

Non temete! Non sarà necessario commissionare costose analisi presso laboratori di terze persone. Potrete farlo da voi!

 

Penso proprio che l'avvocato del diavolo perderà la causa, sia in Primo Grado che in Corte d'Appello.

 

 

SEMPLICE TEST CHIMICO-FISICO

(questo Test sarà CONFERMATO dai fatti nuovi esposti nella parte 3)

by Il Custode

 

Procuratevi una Lampada di Wood (ovvero una lampada a raggi ultravioletti).

 

   lampada di Wood portatile

 

Non è un oggetto stratosferico! È una specie di piccola Beghelli. Su Internet si possono comprare lampade di Wood portatili al prezzo di 15 euro, e anche meno. Ne fanno uso ricercatori e tecnici per illuminare minerali, banconote, francobolli, documenti ecc.

 

SPIEGAZIONE del TEST

 

Quando si illumina un oggetto con i raggi UV (che non vediamo), può avvenire il fenomeno della fluorescenza: i raggi inducono l'oggetto ad emettere a sua volta una luminosità ben visibile.

Se siete mai stati in discoteca, e vi si sono illuminati i vestiti, pur stando al buio, conoscete già il fenomeno. Vuol dire che c'era da qualche parte una lampada UV che vi irrorava coi suoi raggi invisibili, provocando la fluorescenza dei vostri vestiti.

 

I raggi UV non si vedono ma ci sono, e producono questo fenomeno a causa del loro alto contenuto energetico. Che portino molta energia non c'è dubbio: al Sole ci abbronziamo e ci scottiamo per causa loro.

 

In caso di oggetti cartacei, il comportamento sotto Lampada di Wood della copia può non essere lo stesso rispetto all'originale. Quando ciò avviene, è perché i materiali sono differenti, e quindi rispondono in modo diverso alla luce di Wood.

 

Nel caso di francobolli e documenti si possono individuare anche eventuali rappezzi segreti o correzioni camuffate (non visibili sotto normale illuminazione), che possono modificarne anche di molto il valore.

 

Illuminando i due tipi di Urania 1 con tale lampada si riscontrano notevoli differenze di comportamento (vedi appresso). Il test, dunque, va bene anche se si possiede un solo Urania.

 

 

PROCEDIMENTO

 

1. In un ambiente buio, illuminare l'Urania da qualificare con Lampada di Wood, tenendola in posizione molto ravvicinata, quasi a contatto col libro.

Nel caso il libro sia UAN, si vedrà la fluorescenza di tutte le parti bianche della copertina.

 

In altre parole, si illumineranno di chiarore bianco-violetto (indotto dalla lampada) la scritta "I Romanzi di Urania", ed anche la striscia bianca orizzontale di 2 mm. che separa rettangoli superiori dall'illustrazione in basso; la Luna (o Terra) di Caesar; le parti chiare della cupola su Marte; le parole "Lire 150".

Eventuali abrasioni o tagli appaiono pure fortemente evidenziati in bianco-violetto.

 

UOR appare invece praticamente inalterato: non fluoresce. Ovvero, non riluce.

 

 

2. Aprire il libro e illuminare una qualunque pagina interna con la Lampada di Wood, tenendola in posizione molto ravvicinata, quasi a contatto. Ogni pagina di UAN, così illuminata, si accenderà di fluorescenza bianco-violetta.

Inoltre la fluorescenza non è omogenea, ma la carta appare fittamente cosparsa di piccoli cirri luminosi del diametro medio di circa mezzo centimetro.

 

Le pagine interne di UOR non fluorescono.

 



 

 

8. APPENDICE - l'avvocato del diavolo non demorde

 

 

Abbiamo ipotizzato, all'inizio, che la carta delle pagine interne dei due tipi di Urania 1 sembrasse uguale, ma poi abbiamo verificato sperimentalmente che così non è: i due Urania 1  rispondono in modo diverso alla luce di Wood.

Perciò si tratta proprio due oggetti fatti di materiale totalmente diverso, e con una differente storia alle spalle.

 

A questo punto, rabbioso, l'avvocato del diavolo non si dichiara sconfitto, ma ricorre cocciuto in Cassazione, e presenta una sottile argomentazione, bizzarra ma non priva di logica.

 

Ma insomma, come faceva il Custode ad essere certo che la copia in sue mani e che lui chiama "UOR" fosse effettivamente un originale, e quella che lui chiama UAN fosse effettivamente un'anastatica?

Non poteva essere il contrario?

Che prova ha che il vero originale sia quello a 5 trentaduesimi, e il vero anastatico quello a 10 sedicesimi?

E non mi venga a dire che ha capito che il suo "UOR" è un originale perché il collezionista che gliel'ha dato aveva anche tutti gli altri! Lui stesso ha affermato che questa non è una prova certa.

Quanto alla Lampada, essa conferma solo che i due libri sono fatti di materiali diversi; ma non ci dice quale di essi è del 1952.

 

 

Raccolgo le idee, e rispondo.

 

"Non nego i concetti da me già espressi, ma la soluzione del presunto nuovo enigma è stata semplice.

Mi è bastato sottoporre alla Lampada di Wood, oltre ai miei due Urania 1, anche almeno un Urania immediatamente successivo al primo. Quello è di certo un originale realizzato con carta 1952 , per definizione.

 

E non si prenda il disturbo di andare a fare il test, perché l'ho già eseguito io su molti Urania successivi, fatti di carta d'epoca: non fluorescono. E così si comportano pure gli Urania Rivista.

 

Ora, il volume in mano mia che ho chiamato UAN, alla prova della Lampada di Wood fluoresce benissimo. Ne consegue che esso non può essere fatto della stessa carta degli altri del 1952. Dunque, la copia è lui".

 

Il giudice ascolta, e ci dà ragione: abbiamo vinto pure in Cassazione!

 




 

9. LA SOLUZIONE FINALE

 

Ma l'avvocato del diavolo insiste ancora, col suo atteggiamento negativo. È come se volesse metterci i bastoni fra le ruote in tutti i modi!

 

Egli prosegue, maligno, con un'argomentazione sconcertante:

 

Ebbene io sostengo che nel 1952 possono aver prodotto due differenti Urania 1, il primo a 5 fascicoli e il secondo a 10, font e tutto, per giunta stampato appositamente su carta speciale mai più usata in seguito, e che riluceva alla Lampada.

E dunque asserisco che dal solo esame dei due libri che ha in mano, il Custode non è in grado di dimostrare che il suo UAN non sia anche lui un altro originale del 1952, e non può escludere che la ristampa anastatica non sia mai esistita!

 

Davvero inverosimile. Certo, potrei incaricare un laboratorio di effettuare una ricerca chimica del radiocarbonio 14... ma di fatto, vattelapesca...

Pare proprio che io non sia praticamente in grado di dimostrare tutto questo. Come replicare?

 

Ma l'ometto non è ancora pago! E scaglia il suo colpo finale:

 

Io affermo che troverò sempre un'asserzione che il Custode non potrà dimostrare in alcun modo!

 

E si allontana sghignazzando.

 

Càvoli, come faccio?

 

Idea! Adesso interpello 'o professore... magari mi può aiutare!

 

Mi reco dal filosofo e gli pongo la questione.

 

"Non posso aiutarti direttamente" - mi risponde - "Sappi che ti stai imbattendo in un ostacolo molto serio. Un grande filosofo del Novecento, Gödel, ha dimostrato che esistono ed esisteranno sempre delle asserzioni indimostrabili. Non è un gioco di parole, ma uno strano, invalicabile limite alla nostra conoscenza. Oggi tutto questo è stato accettato, obtorto collo, da noi studiosi.

Vuoi un esempio di proposizione indimostrabile?

Allora ti dico "in questo momento io sto mentendo".

 

Ebbene, tu non potrai mai dimostrare né che la mia frase sia vera, né che sia falsa.

 

Rifletti: se la frase è vera, allora è vero che io sto mentendo.

Ma se è vero che io sto mentendo, allora non è vera la frase.

E quindi non è vero che io sto mentendo. Allora la frase è daccapo vera... e così via all'infinito...

Il nostro pensiero girerà per sempre, come un criceto impazzito in quello che Hofstadter chiama uno strano anello".

 

Hai ragione! Ma allora come faccio con quello là? - dico io.

 

"Posso solo suggerirti di aggirare l'ostacolo. Esci dal tuo sistema logico e utilizza una meta-argomentazione".

 

Grazie, prof! Sei stato di grande aiuto, per quest'articolo.

 

Ora so che cosa devo fare.

 


...

 


 

 

Ho provveduto: finalmente ho quello che mi serve.

 

Ho tirato fuori dalla mia collezione il pezzo n° 226.

 

Lì c'è tutto.

 

Siamo pronti.

 

"Avvocato, venga. Ho un'argomentazione definitiva. È qui, sull'Urania 226."

 

Ah sì? E quale sarebbe? E che c'entra il 226?

 

Mi metto in posizione e comincio a declamare, con voce stentorea, l'ultima formula del libro.

Le parole che padre Ruiz-Sanchez recita al cospetto dell'Avversario:

 

"IO ordino a TE, spirito malvagio, di ritirarti da queste terre e disperderti in un luogo selvatico e deserto... Grande Nulla, stupido e lubrico, tu Scrofa Stercorata..."

 

L'ometto dapprima bestemmia, poi s'ingobbisce e comincia ad emettere una serie di grugniti.

 

"...Nero Spirito del Tartaro, IO ti scaglio, o Porcarie Pedicose, nell'infernale cucina..."

 

All'improvviso avviene come un'implosione, uno sbuffo, e l'essere scompare, lasciando dietro di sé del fetore di zolfo e una nuvola di fumo nerastro...

 

L'abbiamo esorcizzato.

 


 

Quanno ce vo', ce vo'.

 

Se qualcuno rifiuta di ammettere l'evidenza, o si comporta faziosamente nei riguardi della nostra logica, distorcendola a suo uso e consumo... è in evidente malafede.

 

Non serve perdere tempo, con questa gente.

Mandiamola pure a quel paese.

 

Un'ultima curiosità: a cosa è dovuta la fluorescenza di UAN?

 

Posso fare solo congetture. Probabilmente avranno rimediato la carta più simile che potevano a quella 1952, ma comunque differente; e già questo potrebbe bastare. Ma se anche non tutte le carte moderne rilucessero sotto gli ultravioletti... allora il fenomeno può essere dovuto a qualche sostanza speciale che la carta di trent'anni dopo ha assorbito. E nulla vieta che alla Mondadori l'abbiano sottoposta a qualche tipo di trattamento chimico-fisico di finto invecchiamento... (questa spiegazione sarà integrata da fatti nuovi nella parte 3)

 

Sia come sia, la Lampada di Wood se ne accorge.

 

Nessuno può realmente modificare gli effetti del Tempo.

 

Tranne forse...

 

.IL CUSTODE  Il Custode

 

fine della parte 1

parte 2 - Urania 1 originale vs. Urania 1 anastatica: LA VENDETTA
 

DOWNLOAD ARTICOLO - VARIETA  -  HOME - INIZIO PAGINA - SCRIVI AL CUSTODE  (ma prima TOGLI la parte in maiuscolo dall'indirizzo)