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SCACCHI E LETTERATURA - 1

Introduzione e bibliografia su WEB
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il Custode

Ebbene sì. Scendo in campo anch'io, il Custode. Ho un po' di cose da dire...

Un tempo, quando intervenivo sul
newsgroup it.hobby.scacchi in tema di bibliografia scacchistica, il mio nome era Democrito. Votai nel per far approvare l'esistenza stessa di IHS... allora non si navigava come adesso, con un click, ma si andava on-line solo via ftp, navigando per noiose directory e battendo stringhe di testo in strani linguaggi per iniziati... DCL, VMS...

La mia attività di collezionista esperto sia di libri di fantascienza che di libri di scacchi mi consente di potervi dare parecchie informazioni. Di taglio collezionistico e divulgativo, più che da studioso erudito. Penso che le troverete interessanti!

Scacchi Inesauribili
 
Era il titolo di una magnifica antologia scritta da Karpov e Gik che mostrava un caleidoscopio di partite, posizioni, problemi, fasi di gioco incredibili. I due autori illustravano momenti artistici, tecnici e agonistici sulla scacchiera.
Ebbene, non è possibile esprimere in due sole parole e con maggior efficacia il multiforme aspetto culturale del Gioco! Lo scontro fra due giocatori rappresenta infatti solo UNA delle sue facce.

Il potere simbolico degli scacchi è così elevato che generazioni di artisti e scrittori ne sono stati affascinati, in ogni tempo e luogo, e continuano a farne uso in tutte le arti.
Oggi gli scacchi, gioco senza tempo, sono più che mai culturalmente vivi nell'immaginario collettivo. I Media propongono di continuo frasi, messaggi, video, spot basati sulla potente suggestione del Gioco.

Scacchi inesauribili, appunto.


Non so di chi sia questa magnifica illustrazione. Se lo sapete, scrivetemi!

Dextreit ed Engel, autori di un saggio fondamentale, affermarono vent'anni fa che esistono più di quarantamila opere tecniche dedicate agli scacchi.
E le opere scacchistiche letterarie, quante sono?

È una domanda senza senso, se ci riflettiamo bene. Il numero dei romanzi "con gli scacchi di mezzo" può dipendere solo da come stabiliamo noi stessi una
soglia di significatività scacchistica.
Certo, se decidiamo che il protagonista di un romanzo debba la sua esistenza fisica o mentale al Gioco, allora le opere ammesse nel gruppo si conteranno sulla punta delle dita; mentre se decidessimo di dover ammettere tutti i libri ove la parola magica venga pronunciata anche una sola volta... avremmo a che fare con una seconda Biblioteca di Babele.

Proviamo un po' allora a tenerci su una soglia ragionevole, ovvero ad ammettere nel novero dei romanzi e delle opere letterarie 'scacchistiche' quelle dove il Gioco abbia
almeno un motivo rimarchevole di presenza, o comunque possa rivendicare un qualche ruolo nella struttura dell'opera. Non solo da protagonista, ma anche da comprimario.
È sempre una definizione non rigorosa, perché non va al nocciolo del problema; i matematici direbbero che è figlia di una
logica fuzzy, ovvero soggettiva, dipendente dal contesto.

Logica fuzzy: se io dico a un italiano "pensa a una ragazza alta", lui immaginerà una donna alta come minimo uno e settanta; ma se propongo la stessa cosa a un olandese o a un pigmeo, questi penseranno ad altezze differenti. Badate che non ho detto "bella" ma "alta"! Ecco dunque che anche un attributo misurabile matematicamente è soggetto a dipendere dal contesto, in questo caso dal comune sentire sociale. Con la fuzzy logic gli ingegneri e gli informatici tentano disperatamente di impostare queste cose sui computer :-)

Noi umani, però, siamo superiori ai computer sotto molti aspetti. Sono tutti difficilmente definibili, ma uno di essi è questo: noi *possiamo* fare affidamento sul comune sentire, e dunque possiamo dire:
"Un romanzo è scacchistico, quando gli scacchi c'entrano abbastanza".

Ricordate Boskov? Rigore è, quando arbitro fischia...

Ecco un esempio operativo. Uso un film molto noto per essere più chiaro.
Nelle scene iniziali del magnifico
Agente 007 Dalla Russia con Amore, in un salone del Casino di Venezia si svolge una partita di scacchi. È un torneo internazionale. Sul tabellone si legge il nome del concorrente che sta giocando: Kronsteen.

Agente 007, Dalla Russia con Amore. Kronsteen, agente Spectre, gioca in torneo

Il giocatore ha l'espressione impenetrabile, perfida. È senza dubbio un cattivo: lo dimostra il modo di muovere i pezzi, di attaccare senza pietà, di guatare l'avversario. L'atmosfera è carica di aspettativa, gli spettatori assistono come ipnotizzati. Il mossiere sposta i pezzi sulla parete nel silenzio generale... e alla fine il nostro, col Bianco, realizza una brillante combinazione di scacco matto.
La tensione si scioglie, tutti applaudono al vincitore.
Kronsteen si alza, stringe freddamente la mano all'avversario, non degna di un'occhiata il pubblico plaudente e va a rispondere alla chiamata del Numero Uno della Spectre (quello col gatto in braccio...). Allora apprendiamo che Kronsteen è il Numero Cinque della stessa organizzazione, e che i due ordiscono un complotto.

(Nel libro, Kronsteen riceve in piena partita, a tre minuti dalla fine, una chiamata urgentissima per telefono (!) da parte del superiore e commette per vanità una piccola insubordinazione: resta al tavolino per vincere).

Ad ogni modo, ci penserà 007...
È una sola scena, sugli scacchi. Nel film non compariranno più.
Eppure gli scacchi
servono. Servono a dimostrare che Kronsteen è crudele. Servono a dimostrare che Kronsteen è intelligente. Servono a dimostrare che Kronsteen si ritiene superiore a tutti.
La scena della partita durerà uno, due minuti. Un centesimo del film. Eppure, voi che mi dite: è significativa oppure no?

Immaginiamo adesso una scena equivalente a questa, ma in un romanzo: magari un paio di pagine su un totale di duecento.
Un centesimo del libro, ancora. Eppure, anche qui varrebbe la pena di considerare scacchistico il romanzo!

Ecco, il confine di significatività scacchistica che io propongo è più o meno questo:
quando ci sia un motivo rimarchevole di presenza degli scacchi nell'economia dell'opera. Anche se gli scacchi fungono da comprimari, altrimenti potremmo chiudere subito baracca e burattini, concludere coi soliti quattro-cinque nomi: Brunner e Rogoz nella fantascienza, Nabokov, Zweig, Maurensig nel classico, e andare tutti a casa.

Ho detto rimarchevole. E quindi, non dovremo considerare (fortuna per noi) opere con scene scacchistiche fine a sé stesse, o nelle quali si citano brani e fatti scacchistici senza validi motivi di fondo.


                

Falso allarme scacchistico: SCACCO ALLA REGINA di Renato Ghiotto. Copertina di Bruno Binosi

 

Malgrado le apparenze, in questi esempi la soglia della significatività secondo il nostro criterio non è superata. Una bella copertina scacchistica, da sola può non bastare: in questi romanzi e racconti gli scacchi non c'entrano praticamente nulla, se non come vaga metafora nel titolo. Un po' troppo poco. Sono due falsi allarmi scacchistici!

Ne vedremo altri esempi.

Falso allarme scacchistico:  MILLEMONDI estate 1999, copertina di Marco Patrito


Adesso che abbiamo, ehm, definito una soglia di significatività, possiamo tornare alla nostra domanda iniziale. 

Io credo che le opere letterarie scacchistiche che varcano questa soglia siano molto, molto più numerose di quelle tecniche! E questo, senza considerare le miriadi di piccole opere, ad esempio i racconti.
Mettiamoci subito l'animo in pace: la popolazione di opere scacco-letterarie (includendo tutti i generi letterari) è senza dubbio inconoscibile nella sua totalità!

Un'ultima precisazione: quando parlo di scacchi in letteratura, credo sia giusto considerare questo termine in senso lato, includendo anche altre forme di giochi da scacchiera, come gli scacchi cinesi (Xiangqi), gli scacchi giapponesi (Shogi), gli scacchi eterodossi (con pezzi o regole differenti da quelli standard) e perfino giochi con tavolieri differenti (Go). Questo non tanto perché si correrebbe il rischio di fare dei grossi torti ad opere importanti (mi vengono in mente i nomi di Acheng, di Kawabata...) ma soprattutto perché le simbologie, i significati, le metafore letterarie restano sostanzialmente immutate al variare di
pezzi che vengono giocati da avversari.

Chiunque essi siano.

Di cosa mi occuperò
 

Assodato che la materia da trattare sarebbe intrattabilmente vasta, c'è dunque bisogno di porsi dei limiti.

Scartiamo (almeno per ora...) la letteratura scacchistica tecnica: manuali e libri di partite, per intenderci. Restano soltanto... opere scacco-letterarie, saggi e bibliografie.
Altro limite (provvisorio anche questo) nella nostra lingua, ovvero
pensate o tradotte in italiano.
Barriera temporale: mi limiterò a citare soprattutto opere moderne e contemporanee. Niente Dante, Petrarca, Boccaccio... tanto per non far nomi; per questo, ci sono persone più preparate di me.
Generi letterari... nessun limite. Le mie ricerche di collezionista si sono focalizzate prevalentemente in campo fantascientifico; tuttavia la struttura che intendo dare a queste pagine, appunti di scacchi e letteratura, mi consentirà di trattare anche altri generi oltre a quello fantascientifico senza il vincolo dell'esaustività, ma con buona rappresentatività.


Cominciamo.

Prima domanda: che cosa hanno fatto gli altri? Vediamo un po' di stabilire almeno il punto in materia di bibliografia. Ecco che già andiamo incontro a due foreste da esplorare, il web e la carta stampata.
Cominciamo dal primo, tanto per non farvi alzare dalla sedia. Vi propongo una serie di
link selezionati che possono fungere sia da bussola che da sentiero.

Scacchi e letteratura SF su Web

Il primo link è d'obbligo:

La bibliografia scacchistica di Luigi Pachì                                                                            La prima versione cartacea del saggio di Pachì

Negli anni Ottanta, Luigi Pachì aveva tenuto una rubrica di scacchi e letteratura su L'Arcimatto, briosa rivista bimestrale edita dal Circolo Bovisa di Milano (diretta da un certo Maurizio Mascheroni...). Inoltre Luigi editava una fanzine: L'Altro Spazio, che pure ospitò un paio di racconti fantascacchistici. Gli interventi sulla rubrica confluirono nel fascicolo: Le Torri dello Spazio - Scacchi e SF che vedete raffigurato a destra (City Interventi nº 07, Giugno 1986, a cura del Club City, Via Soderini 55, Milano). Quel saggio è ormai introvabile in edizione cartacea, ma fortunatamente è stato ripubblicato su Delos.


Si tratta di un lavoro indispensabile per chi voglia introdursi all'argomento. Pachì illustra le trame di una ventina di romanzi da conoscere, integrandole con alcuni brani originali ed effettua una suddivisione di tipo quantitativo, basata sul livello d'importanza riservato agli scacchi, e cioè:

A mio avviso il criterio di catalogazione quantitativo è valido, ma solo come primo approccio.
Lo stesso file della mia collezione di testi scacco-letterari è effettivamente dotato di indici molto simili: quattro gradi di significatività scacchistica caratterizzati da nessuno, uno, due o tre asterischi.
Per indagini approfondite reputo però necessario adottare un criterio più sofisticato, che vi illustrerò nella parte seconda.


Parliamo adesso di un personaggio molto noto sia in ambiente scacchistico che SF.

   Mario Leoncini Mario Leoncini, maestro, scrittore, pubblicista, divulgatore, fondò a Siena la fanzine L'Eterno Adamo, molto stimata nel mondo della SF amatoriale. Anche lui editò di una rassegna bibliografica su scacchi e SF, che vide la luce sull'Eterno Adamo nº 3 del 1992; e anche lui ha avuto l'ottima idea di metterla a disposizione, in formato *pdf, sul suo sito. Essa è inclusa in una corposa antologia personale di 255 pagine.

Il sito di Leoncini contiene molto materiale interessante: la bibliografia di cui sopra, ma anche un romanzo scacchistico di un certo rilievo, I Ribelli di Umaheart, e alcuni racconti: La scacchiera dei Mondi, Lumi di Caissa ecc.; tutto materiale di difficile reperibilità in forma cartacea.
Nella sua rassegna Gli Scacchi nella Fantascienza Leoncini inquadra sinteticamente molte opere scacchistiche usando una suddivisione concettuale di tipo qualitativo, basata sul ruolo ricoperto dagli scacchi.
Le categorie principali sono almeno tre:

Anche questo criterio è funzionale, seppur limitato dalla tipologia delle sue stesse definizioni. Notate che Mario avvisa i lettori che le categorie sono almeno tre. Anche in campo qualitativo ci sarà, dunque, altro da aggiungere...


Scacchi e letteratura (in generale) su Web

Vediamo adesso di elencare un po' di siti che trattano, a vari livelli, di scacchi e letteratura non di solo genere SF.

 Raimondo Marullo ha composto un buon elenco di titoli
"grazie ai suggerimenti della bella gente che si aggira sul web". Questa pagina contiene delle inesattezze, ed è un po' alla rinfusa, ma è un lavoro lodevole ed è stata per parecchio tempo l'unica lista di riferimenti. Non a caso è stata riproposta da alcuni circoli, ad esempio dal Circolo di Cusio e dalla Scacchistica Partenopea.

Annalisa Lagomarsino, eclettica pianista e scacchista (gli scacchi vanno molto d'accordo con la musica...) riporta tre bibliografie, di cui una di letteratura scacchistica.

Ivan Piermattei fornisce una piccola bibliografia illustrata.

il Circolo Scacchistico di Genova riporta una discreta bibliografia con annotazioni.

 Un'importante rassegna bibliografica di taglio generale. È una lunga lista, riccamente commentata, di opere scacchistiche prevalentemente storiche. Questi libri furono esposti in una giornata sulla letteratura scacchistica tenuta nel 2000 presso la Biblioteca Alessandrina in Roma. Curatore, il maestro ed esperto di storia e cultura scacchistici Bruno Arigoni.

  Un sito molto importante, da tener d'occhio. Si prefigge un progetto culturale di ampio respiro. Carmelo Coco e Carmelo Crispi si occuperanno (assieme ad altri nomi illustri fra cui I. Linder, G. Williams e G. Ferlito) di opere pittoriche e sculturali, trattati, manoscritti, archeologia, letteratura, cinema, filatelia, ricerche storiche (in particolare storia degli scacchi in Sicilia), psicologia, collezionismo, recensioni, racconti.


 Maurizio Mascheroni, persona attivissima, gestisce con passione e competenza alcuni ottimi siti di scacchi (ad esempio Micio) e la versione on-line di Italia Scacchistica (storica rivista cartacea diretta dal maestro Adolivio Capece). Nel sito ci sono degli approfondimenti (ad esempio "
Nabokov problemista") e una pagina-archivio di scacchi e letteratura. Inutile dire che è un sito che va visitato regolarmente. Gli abbonati hanno diritto all'accesso a pagine riservate.

  Il recente sito dei Chess Collectors Italiani conterrà, fra l'altro, notizie bibliografiche e collezionistiche. Fin d'ora è presente una scheda importante, ad opera di Gian Felice Ferlito. Il sito è accessibile solo agli iscritti CCI.



Mi proponevo di citare solo rassegne, ma vi indico subito anche due importanti siti con molti racconti originali.

Nel portale di SuperEva Scacchi troverete dozzine di racconti scacchistici scritti da appassionati e che probabilmente non verranno mai pubblicati in forma cartacea.

Duca Lucifero  Sarebbe d'obbligo citare anche il sito di Duca Lucifero (che attualmente però sembra disattivato!) il quale ha scritto molti racconti di scacchi fantascientifici. Sotto questo pseudonimo si cela lo scrittore romano R. G., grande conoscitore di fantascienza e persona di cultura, nonché ex istruttore di scacchi. Duca pubblicò principalmente sulla rivista Due Alfieri numerosi racconti scacchistici belli e suggestivi. La rivista è ormai introvabile, ma tutti i racconti sono presenti sul sito in forma riveduta e corretta.

Ottobre 2006: Duca Lucifero è tornato!  E con tutti i suoi magnifici racconti scacchistici . Non perdeteveli!

NEW! Luglio 2008: Vorrei segnalare un nuovo sito davvero interessante ed in crescita, cura dell'amico Lucius Etruscus dedicato alle CITAZIONI SCACCHISTICHE NEI MEDIA: ovvero nei Film, Telefilm, Videoclip, Show televisivi, Pubblicità, Cartoni animati...

Pieno di chicche da gustare. Complimenti al curatore!

Gli Scacchi nei Media



In questa
rassegna essenziale vi ho mostrato una selezione ragionata di ciò che esiste su web.
C'è una gran quantità di notizie da apprendere, di lavori e articoli da visionare, di racconti da leggere!
Ne avete dunque per parecchio tempo...

La prossima volta vedremo un elenco di saggi e rassegne su carta, poi andremo alle fonti: una selezione di opere di vario genere, frutto anche di mie ricerche originali.
Libri da ricercare, da leggere e magari anche... collezionare!


Il Custode - fine della prima puntata

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