Scacchibancarella

PIANETI | URANIA 1-899 | URANIA 900-1500 | URANIA vari e tascab | LIBRI SF | LIBRI SF NORD 
SF ANTIQUARIA | LEM 7! | AMICI della FB | PSEUDONIMI | VARIETÀ, CULTURA | FAQ | HOME

il CUSTODE

Scacchi e letteratura (1)  -  Scacchi e letteratura (2)


Lino Aldani - LA CROCE DI GHIACCIO

 (I ediz. italiana: Perseo Libri, Bologna, Luglio 1989 - collana "Biblioteca di Nova SF" n° 3 - ISBN )

 

Lino Aldani (1926-2009): scrittore, critico, redattore di riviste, è stato uno dei padri fondatori della fantascienza italiana.

Lino Aldani, un padre fondatore della SF italiana

“Ci sono tre maniere di giocare a scacchi.
La prima è quella seguita dagli sciocchi, i quali conoscono sì le regole del gioco, ma muovono i pezzi senza riflettere, quasi affidandosi al caso e alla speranza, come se si trattasse di lanciare i dadi. Costoro non rischiano certo di perdersi, tanta è la superficialità con cui guardano alla scacchiera.
La seconda maniera, grazie a Dio la più frequente, è quella che assegna al gioco la debita importanza, un omaggio doveroso all'armonia e alla bellezza delle sue strutture che rasentano il sublime, ma senza per questo lasciarsi irretire, senza mai consentire che il gioco diventi il pensiero dominante. Così contenuto, il gioco è eminentemente educativo, ed è per questo che noi lo raccomandiamo...

La terza maniera è la tua, quella che segui tu da un po' di tempo a questa parte. Tu giochi come sempre hanno giocato i grandi giocatori di ogni tempo: con l'anima! E questo è male, Francisco, perché così facendo tu giochi anche quando non giochi, non sei più tu a possedere il gioco, ma è il gioco, cioè il Maligno, a possedere te”.

 

Non posso fare a meno di cominciare questa scheda con il magnifico mònito di padre Lotario al suo allievo Francisco sul senso morale e la dottrina degli scacchi. La Croce di Ghiaccio è uno di principali romanzi di Aldani, nel quale egli affronta uno scottante tema sociale. Nel contempo, è uno degli esempi maggiori di connubio letterario SF-scacchi.

Nella nota (1) in fondo a quest'articolo accennerò a tre racconti scacchistici dello scrittore di S. Cipriano Po. La Croce di Ghiaccio trae origine a sua volta, dallo sviluppo di un altro racconto (nota 2)

 

LA TRAMA

È la storia del missionario gesuita padre Francisco Morales de Alcàntara. Francisco scopre fin dai primi giorni di seminario su Marte di essere estremamente portato per gli scacchi. Il gioco è ammesso e praticato dai gesuiti, per il suo contenuto eminentemente educativo.

Il giovane, però, cade vittima di una sfrenata passione per il gioco umilia con una splendida partita un seminarista anziano. A causa di ciò, il suo superiore (padre Lotario) lo ammonisce e gli impone l'abiura del gioco. E l'allievo giura di abbandonare gli scacchi.

Ma la provvidenza stabilisce diversamente: il luogo prescelto dai Gesuiti per la missione più importante nella vita di Francisco è Geron, un pianeta dove nessuno è mai riuscito a portare il Verbo. Per riuscirvi, Francisco sarà costretto a violare il giuramento, e ad intraprendere una partita a due livelli con un capo tribù umanoide, l'enigmatico Metzil-Nagua.

Il filo di questo rapporto umano-alieno è doppio. Da una parte, durante le loro peregrinazioni si svolge una partita che i due giocano temporalmente in più riprese, pervenendo senza saperlo alla creazione di un fantastico finale.

E dall'altra... Francisco coglie l'occasione della Provvidenza. Si verifica un improvviso isolamento di Geron dal resto del Sistema, causato dalla chiusura del varco spaziale di collegamento. Il prete sceglie di non scappare via con gli altri colonizzatori e sacrifica sé stesso all'esilio. Resterà lì, sul pianeta, a giocare la partita vera contro Metzil-Nagua. Il secondo filo che lo avvince all'indigeno (ribattezzato Eusebio) è infatti il tentativo di conversione contro la resistenza culturale.

Ma l'universo resta indifferente di fronte alle certezze della fede e ai dubbi d'ordine morale che si pone il gesuita, un essere ricco di tormentata umanità.

 

Ecco due momenti scacchistici di punta. Uno è quello della partita con cui Francisco batte l'allievo anziano Van Buren e pecca d'orgoglio.

"- Scacco - avvertì con voce pacata. - Ancora cinque mosse.
Il Re nero fu costretto ad avanzare ancora, nella casa g5.
- Scacco - avvertì nuovamente Francisco irrompendo con il pedone di Torre. - Ancora quattro mosse.
Van Buren non aveva scelta, obbedì alla forza del gioco dell'avversario che lo costringeva in f4.
- Scacco! - Questa volta la voce gli uscì di gola simile a un rantolo di piacere mentre attaccava avanzando il pedone in g3. Un'immensa beatitudine rischiava di soffocarlo.
...
- Scacco! - implacabile insisté Francisco, avanzando di un passo la Torre. - Ora non ti resta che una mossa, Van Buren, Una soltanto.
Il Re nero terminò la sua forzata odissea attraverso tutta la scacchiera approdando sulla prima traversa.
- Consummatum est - sibilò Francisco."

 

 

cover del libro: tempera di Allison

 

... ne consegue che i superiori impongono al giovane seminarista di abiurare al gioco:

"Ormai il tuo gioco è corrotto, Francisco, ti lasci sempre più trascinare da impulsi satanici, hai finito col considerare gli scacchi la cosa più importante che vi sia al mondo, ed è come se ti fossi consegnato senza condizioni al Maligno... ora è necessario da parte tua un giuramento solenne. Anche padre Orlowski è di questo avviso. Devi pronunciare un voto. Devi promettere davanti a Dio - e così dicendo il prete gli agitò davanti agli occhi il crocifisso - che mai più ti lascerai tentare dal gioco...
Francisco lo fissava, incredulo.
- Non devi giocare più, capisci? - gridava ora padre Lotario con voce potente. - Ne va della salvezza dell'anima tua. E adesso giura, Francisco. Giura!
- E va bene, lo giuro. Giuro davanti a Dio che mai più...
- Giura in latino, bestia! - intimò padre Lotario.
- E va bene. Juro, coram Deo, nunquam postea latrunculis ludebo. Solemne Juro.
E con mano al petto e l'altra posata sul crocefisso, ripeté tre volte: - Solenne Juro. Solemne Juro. Solemne Juro."

 

RUOLO DEGLI SCACCHI

A parte le numerose citazioni di personaggi come Botvinnik, Matulovic, Rivière, Huebner, e i meriti scacchistici di Aldani (3), i ruoli significativi per il gioco sono tre.

1. Scacchi d'ambienzazione. Aldani è uno dei pochi scrittori che si assumono il rischio di prendere una partita esterna e annotarne tecnicamente le mosse nel romanzo. Come ho già detto in Maestro del Meccano, a mio avviso questa è la soluzione che meno si amalgama al processo di lettura, a causa dell'inevitabile pausa di distrazione (specie nel lettore scacchista) dovuta all'arresto automatico per riflettere sul significato delle mosse. Tuttavia, vuoi perché Aldani conosce bene gli scacchi, vuoi perché il testo non passa attraverso una traduzione, vuoi per padronanza di stile e punteggiatura, il risultato di La Croce di Ghiaccio è migliore di Maestro del Meccano, e la lettura scorre in modo abbastanza fluido.
Abbiamo sia narrazione che descrizione dei risvolti psicologici (tornerò a sottolineare le sensazioni di Francisco) ed in più, le mosse della partita stessa. Lo scrittore, a scanso equivoci, le ripete in notazione algebrica. Si tratta del capolavoro giocato nel 1912 da Edward Lasker contro Delmar, nella quale il Bianco costrige il Re Nero a emigrare fino alla prima traversa, mattandolo con l'arrocco lungo!
Lo scacchista attento noterà che il finale giocato in varie riprese contro l'indigeno Eusebio è il magnifico studio dell'abate
Saavedra.

2. Scacchi come ossessione. Anche questo topos è ben conosciuto. Lo si incontra spessissimo, ed il capostipite è ovviamente La Difesa di Nabokov. Da che mondo è mondo (letterario) gli scacchi sono sempre stati capaci di appassionare... ma che dico, di catturare, ossessionare una mente. Ho già sostenuto che in fantascienza si spalancano ruoli impensati, potendo esserne soggiogate non solo gli uomini, ma tutte le entità pensanti di natura logica. Nel nostro romanzo, tuttavia, ad esserne posseduto è il gesuita.

"Ormai Francisco era come posseduto da un demone e trascurava lo studio e ogni altra applicazione, intrappolato in un meccanismo che non lasciava spazio e che lo assorbiva completamente... La mente di Francisco inseguiva senza posa la successione delle caselle bianche e nere, le audaci combinazioni dei pezzi, la secca brutalità dei finali, sempre, in ogni momento, durante le lezioni, nel refettorio, nel chiuso della stanza che divideva coi i suoi compagni di corso. Anche i suoi sonni erano agitati, nella macerazione della ricerca febbrile. Le sue notti erano popolate da Cavalli che l'aggredivano, da Torri che gli sbarravano il passo, da Alfieri sempre sul punto di trafiggerlo. E le Regine, come orche fameliche, pronte ad ingoiarlo".

3. Nell'ambito dell'ossessione, gli scacchi sono visti anche come Inferno dispensatore di piacere (cfr. L'Impero di Azad e Pianeta Morphy). Ho infatti sottolineato il rantolo di piacere durante la partita con Van Buren. Il tema dell'Inferno dispensatore di piacere è notoriamente sviluppato nella nota serie horror Hellraiser .

Il mitico 'Suppliziante' della serie HELLREISER, noto familiarmente col nome 'Pinhead'.

Ma c'è un quarto, importante e originalissimo ruolo per il nostro gioco.

4. Scacchi come strumento di evangelizzazione per alieni. Gli scacchi erano già stati proposti come veicolo di diplomazia o contatto presso popolazioni aliene (4). Qui andiamo un passo oltre. Contatto sì, ma per fini etico-religiosi. Gli abitanti di Geron sono umanoidi logici che apprendono con profitto il gioco, restandone ammaliati. Padre Francisco viene addirittura ricattato dai nativi, i quali pretendono che giochi con loro, prima di essere indottrinati. Messo alle strette, il gesuita viola il suo giuramento nel superiore interesse della Fede.


L'atmosfera che evoca il romanzo è in definitiva quella del film The Mission (1986).


Mi spiace di non aver chiesto a Lino (quando ebbi l'onore di ospitarlo a casa mia nel 1993) se avesse mai visto il film di Roland Joffé! Ma io vedo una continuità suggestiva tra la figura di padre Gabriel del film, il quale nel 1750 s'inoltra fra i Guaranì che vivono a monte dell'Iguazu per fondarvi una Riduzione; e di padre Francisco, che cinquecento anni dopo s'inoltra nella giungla di Geron a centinaia di anni luce di distanza per indottrinarne gli indigeni.
Due imprese lontanissime nel tempo e nello spazio, e concettualmente vicinissime. Soltanto, gli scacchi prendono il posto del flauto, come strumento di evangelizzazione; e le armonie sulla scacchiera sostituiscono quelle della musica di Morricone (un altro scacchista!)
Quanto alla Compagnia di Gesù, in entrambi i casi ne esce fuori in modo eroico. Com'è giusto che sia (5).

Nella pellicola c'è un'immagine indimenticabile: un predicatore, crocifisso, viene fatto precipitare da un'immensa cascata.

 

cover di un CD con la colonna sonora di Mission (bellissima e famosa!)

 

...tuttavia il martirio di padre Francisco Lotario de Alcàntara sarà altrettanto impressionante e crudele. Quanto basta per far dire a qualcuno

"Quo vadis, Francisco?"

Un ruolo inconsueto e originale, per il gioco, in un romanzo molto bello e amaro.

Il Custode

 

NOTE

nota 1. Nella vasta produzione di Aldani, fanno altri tre racconti.

Il primo è SCACCO DOPPIO , che apparve sull'ormai introvabile Il Subbio n. 2, Luglio 72, Rho; in ‘Eclissi 2000' , De Vecchi, Milano 1979; e fortunatamente sullo Speciale Aldani di cui sopra. Si tratta di un racconto condotto con notevole tecnica narrativa, una sorta di disperato diario mentale. È il monòlogo ossessivo di uno scacchista del futuro, vessato da un sistema sociale opprimente. La bella moglie viene ‘convocata per un controllo' da ignoti e potenti reggitori per una sorta di jus primae noctis. E lui rimugina, sconvolto, giocando contro il computer Mark-5 una partita (anche qui descritta mossa su mossa). Ma è incapace di ribellarsi all'incubo “…Se fanno i controlli un motivo deve pur esserci, e infatti c'è, minchione, minchione che altro non sei, il motivo è quello che tutti sappiamo, ora stà zitto, pensa a muovere i pezzi…”
Niente da fare: perderà entrambe le Donne. La sua condizione di perdente contro il computer è chiara metafora di sconfitta nei confronti del Sistema.

Il secondo racconto, brevissimo, è LA SFIDA , che uscì sulla fanzine L'Aspidistra di Trento nel 1966, e ristampato sull'antologia Parabole per Domani (Solfanelli, Chieti 1987) nonché su alcuni testi scolastici.
Si narra di una partita fra i due massimi campioni di ogni tempo e luogo, che simboleggiano (anche col nome, legato alla cosmogonìa Zoroastriana) i princìpi del Bene e del Male. I due invincibili sono di fronte: Angra Mainyu contro Ahura Mazda; il Costruttore contro il Demolitore, l'Armonia contro il Caos. La scacchiera è un intero pianeta, forse la Terra. E quando, alla fine, i due convengono che il risultato è di parità, non avranno che da cancellare tutto quanto c'è sulla superficie del mondo e riplasmarlo ex novo, cioè ricollocare i pezzi sulle case di partenza per rigiocare una nuova partita. E scambiarsi di posto.

Il terzo è SPAZIO AMARO , un delicato racconto del 1960 (ristampato su Futuro Europa n. 9) nel quale tre astronauti fanno amicizia giocando l'antica e dimenticata Ruy Lopez in una locanda dell'astroporto di Rotterdam. “Date retta a me - dice il vecchio Van Klaus - questo gioco viene da un altro mondo… Un giorno, quando l'uomo conquisterà le stelle, forse troverà gli esseri che hanno fuso l'arte e la logica nel crogiolo di sessantaquattro caselle…”

nota 2. Il racconto originario s'intitolava Quo Vadis Francisco? The Penguin World-Omnibus of science Fiction, Londra 1986 e anche in Antologia Internazionale di Fantascienza, Nord 1987.

nota 3. Oltre ad essere un rispettabile personaggio storico della nostra SF, Aldani ha avuto anche un merito scacchistico. No, non un merito tecnico. Sapeva giocare, questo sì, ma non era classificato (gliel'ho chiesto!). Il merito era letterario. Egli ha semplicemente scoperto, e tradotto per Galassia, lo scrittore rumeno Adrian Rogoz, autore di Pianeta Morphy (del quale parlerò).
A chi volesse approfondire la figura di Lino come scrittore, suggerisco il numero 26 Speciale Aldani dell'ottima rivista on line Delos.

nota 4. Diplomazia: La Seconda Partita di De Vet e McLean. Contatto: Uomini, Marziani e Macchine di E. F. Russel (dei quali parlerò); Diplomazia + Contatto: L'Impero di Azad di Iain Banks.

nota 5. L'Organo ufficiale dei Gesuiti, Civiltà Cattolica, ha molto criticato il film The Mission. A questo proposito il mio amico Franco P. ha osservato che "... è più che comprensibile che Civiltà Cattolica spari a zero contro un film che fa fare una pessima figura NON ai gesuiti, ma alla Curia romana. E naturalmente, l'accusa non è direttamente di anticlericalismo, ma viene mascherata da accusa di scarsa verosimiglianza storica. Bella scoperta! Siamo in un film di Hollywood, mica in programma storico della BBC... se vogliamo ascoltare un'altra campana, consiglio Il Sacro Esperimento - Teologia e politica nell'America puritana - di Tiziano Bonazzi, il Mulino 1970".
Per completare il quadro, ecco un link ad un articolo di sul Sacro Esperimento.


 
    Il Custode
 


 
Appunti di scacchi e letteratura 1  -  parte 2


Indirizzo e-mail del Custode:
custode CHIOCCIOLA fantabancarella PUNTO com

(lo scrivo così, è una tecnica anti spam)

Inizio pagina | PIANETI | URANIA 1-899 | URANIA 900-1500 | URANIA vari | LIBRI SF | LIBRI SF NORD | SF ANTIQUARIA | LEM 7! | AMICI della FB | PSEUDONIMI | VARIETÀ, CULTURA | FAQ | HOME