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Ancora presagi: L'Uomo in Fuga



Ricordate le due copertine mostrate in Curiosità 4, tristi presagi dell'11 Settembre?
Vediamo adesso altre sinistre profezie dello stesso evento.

Già Corrado Caesar si era cimentato sull'argomento "Torri distrutte" in maniera suggestiva. Ma forse un ingegnere non sarebbe d'accordo sulla cruda dinamica del crollo:

Urania 91 (11.08.1955)


Non poteva mancare il multiplo contributo di Karel Thole. Due esempi li abbiamo già visti; ma esistono delle variazioni sul tema.
Una di esse ha una magnifica combinazione titolo+illustrazione. Eccola:

Urania 526 (02.11.1969)   L'Urania è del 1969, e le rovine sono proprio quelle di Manhattan.

Ma il connubio più impressionante si trova nell'Urania n. 962, L'Uomo in Fuga. L'illustrazione è sempre di Thole, mentre la storia è parto dell'immaginazione di "Richard Bachman", altrimenti ben noto come Stephen King!

Ecco la trama.



Gli avvenimenti hanno luogo in una società che ricorda molto quella del film Running Man ("L'Implacabile") di Paul Gloser (1987), con Arnold Schwarzenegger.


Scena del film 'Running Man'
L'umanità è rinserrata in megalopoli ed è manipolata dai media.
Le folle sono tenute sotto controllo dalla tri-vu e da una serie di violenti e spettacolari "ludi". Uno di questi giochi si chiama L'uomo in fuga: al concorrente vengono date dodici ore di vantaggio per fuggire, dopodiché viene scatenata una squadra di inseguitori, che gli danno la caccia per ucciderlo. La polizia collabora, mentre tutti i telespettatori d'America sono tenuti ad avvistarlo. Ogni ora di sopravvivenza frutta al concorrente cento dollari; se sopravvive 30 giorni, la caccia termina e lui si ritrova libero e miliardario.
Naturalmente, nessuno sopravvive mai.
Ben Richard è un proletario bisognoso e disperato: è rimasto senza lavoro, con la bambina ammalata di polmonite. Ma è anche un uomo pieno di risorse, e s'iscrive al gioco.
Contro di lui c'è l'intero pubblico americano, che lo spia continuamente e informa le squadre. E tutto è orchestrato dal cinico capo dei giochi, Dan Killan, che gestisce il fiume di scommesse sul concorrente stando all'ultimo piano del grattacielo "Games Building".

la fuga di Ben Richards

Accidenti, ma perché la trama del romanzo richiama tanto quella del film Running Man?
Vediamo un po'. Nome del protagonista del film: Ben Richards. Protagonista del romanzo: Ben Richards.
Cattivo del Film: Damon Killian. Cattivo del romanzo: Dan Killian.
Uhm, gatta ci cova!

La spiegazione è semplice...
Ufficialmente la sceneggiatura è di un certo Steven E. Da Souza, tratta "da un romanzo di Stephen King".
Secondo altre fonti, King ha scritto di persona la sceneggiatura...

Nel film, come ricorderete, Schwarzenegger (ingiustamente prigioniero) batte ad uno ad uno tutti i gladiatori nemici, in fantastici combattimenti. Infine risale trionfante negli studios, per vendicarsi del cattivo Killian e prendersi tutti i compensi, compreso il possesso di una bella ragazza.
Il tutto, ammiccando a finti e veri spettatori.
Scena di combattimento da Running Man

Ed ora, attenzione: dopo l'immagine della copertina di Urania, rivelerò il finale del romanzo, che è differente dal film ed è molto più "carogna" per il lettore.

Quindi, NON leggete al di sotto dell'immagine, se non volete sapere "come va a finire".

Urania 962 (copertina di karel Thole)


Avevo detto non leggete!

E va bene...

Dopo una fuga inizialmente coronata da alcuni successi, ma sempre più difficile e angosciante, la morsa per Richards si stringe in un aereoporto. Tuttavia, agendo sotto gli occhi dei telespettatori, il nostro uomo riesce a ottenere un jet per proseguire la fuga, con la finta minaccia di una bomba. L'aereo decolla.
Ma è una trappola: l'equipaggio è composto dai principali cacciatori di Killian.
Il capo dei giochi controlla Richards per radio, e gli propone addirittura di diventare il capo dei suoi scagnozzi (che gli hanno nel frattempo assassinato moglie e figlia).
Nel finale, Richard prende il controllo del jet ma viene ferito a morte. Allora si vendica su Killan, giustiziandolo in un modo a noi familiare...

"Il Jet superò il Canale tuonando, come se fosse sostenuto dalla mano di Dio... il rumore dei motori fece accorrere la gente alle finestre, le facce rivolte verso l'alto come pallide fiamme. Le vetrine tintinnarono e andarono in frantumi. Le cartacce per le strade si sollevarono mulinando vorticosamente. Un poliziotto lasciò cadere il manganello e si portò le mani alle orecchie, gridando senza poter sentire il proprio grido... il tuono riempì il mondo...
Sbandando leggermente il Lockheed colpì in pieno il Games Building, a tre quarti d'altezza."

Quello che suscita impressione sono le attinenze multiple con la realtà delle Torri Gemelle: "un oppresso", quasi come fosse "assistito da Dio", fa giustizia del "padrone americano" scagliandosi con un jet civile, in tuonante suicidio, contro "La Torre-simbolo".

Ah, un'ultima cosa... il romanzo è del 1982.
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